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IL PROGETTO ARCHITETTONICO
Il progettista
Pino Giavarini, nato a Bergamo il 14 aprile 1947, consegue la laurea in architettura
nel 1974 presso il politecnico di Milano con una tesi sul recupero del Centro storico di Bergamo, supportata da un rigoroso
lavoro di ricerca e di progettazione.
Inizia la libera professione occupandosi prevalentemente di progettazione e allestimenti di
interior design (tra le realizzazioni più significative i negozi per Trussardi
e gli allestimenti per esposizioni di Gabbianelli ) e design di complementi di arredo
(segnalati e richiesti dal «Victoria & Albert Museum» di Londra per la mostra permanente di Modern Design).
Dal 1978 1'impegno professionale si estende alla progettazione di nuovi edifici ed in particolare al
recupero edilizio e restauro.
La speciale attenzione dedicata al restauro si è concretizzata in progetti di conservazione e riuso di alcuni
tra i più importanti palazzi del centro di Bergamo, della Città Alta e dei Borghi storici (tra i più significativi Palazzo
Caprotti e Palazzo Zanchi e attualmente «Villa Goisis» , oltre naturalmente agli immobili della Famiglia Mazzoleni). .
Aspetti particolari dei progetto
GALLERIA MAZZOLENI
L'obiettivo dell'iniziativa, che vede alla base un progetto architettonico di recupero degli spazi e degli elementi più caratteristici, coniugati con i concetti di moderni shopping center, è quello di creare in questa zona della città un luogo che abbia capacità di attrazione sia per il prodotto offerto, sia per la sua stessa gradevolezza che
lo rende quasi una via, una galleria, un passaggio che collega Via XX Settembre con la Via
Zambonate.
Dal punta di vista architettonico, Giavarini, ha concepito una struttura che, riproponendo gli spazi originari, si è adattata in un modo armonico
alle esigenze tecnologiche e logistiche di una moderna struttura di acquisto.

Elementi Liberty
L'intervento ha mantenuto e valorizzato gli elementi decorativi caratteristici dei vecchio magazzino in stile liberty, come le colonne e i capitelli in ghisa, integrandoli con materiali e loci che esaltano la pulizia degli spazi dedicati ai negozi e al passeggio.
Il marmo e i colori
Le pareti divisorie interne sono in marmo bianco e grigio a sezioni orizzontali con un motiva lucente riproposto in ottone; le vetrine ampie fanno intravedere le colonne in ghisa; tutte le entrate dei negozi sono caratterizzate da un timpano, sempre in marmo, chiuso da vetri in diversi colori che valorizzano i giochi di luce esterno/interno e che interrompono l'altalenarsi dei bianco e dei grigio.

Lo scalone
Grande importanza è stata data alla scalone in marmo di Zandobbio che insieme all'ascensore di cristallo è elemento di riconoscimento e di richiamo.

L'ascensore
L'ascensore, caratterizzata da un sistema di propulsione assolutamente
rivoluzionario che permette l'assenza di fili di
trazione, è l'elemento innovativo inserito nel complesso, denuncia la verticalità della spazio raccordandosi al primo piano dal ballatoio affacciato sul
salone sovrastato dal lucernaio, e collegando gli elementi dell'intervento contribuisce a unificare i tre piani in un unico baricentro che consente di cogliere il volume nel
suo complesso.

Recupero di affreschi barocchi
Di rilievo, infine, il recupero del locale con volta a padiglione interamente decorato
con affreschi barocchi di Pietro Baschenis, e stucchi di gusto manierista opera
del Porta, risalenti al 1624.

Valorizzazione dei caratteri liberty esistenti
L'intervento ha voluto mantenere e valorizzare i caratteri salienti dei vecchio magazzino, le proporzioni, la luce, la distribuzione degli spazi in funzione di un
uso che a sua volta rappresenta l'evoluzione della vocazione originaria.
L'ipotesi della galleria si cala perciò in un ambiente dove i motivi architettonici differenti conferiscono autonomia formale e sostanziale ad ogni singolo elemento, senza per questo rinunciare ad un principio unificatore, spaziale e compositivo quale il passaggio/piazza, interno e funzionale quale l'organizzazione di vendita ed i locali di
supporto ad essa predisposti.
Il progetto strutturale, che riguarda i primi tre piani (interrato, piano terra e primo piano
del palazzo) è stato tracciato in una prima fase su grandi linee per individuare le tipologie di interventi da effettuare.
